Mastoplastica additiva Aumento del volume con protesi o grasso autologo in sicurezza

La mastoplastica additiva è uno degli interventi più richiesti in chirurgia estetica, pensato per aumentare il volume e migliorare la forma del seno in modo proporzionato al torace e all’intera silhouette. Non si tratta semplicemente di un aumento di dimensioni, ma di un vero percorso di armonizzazione del corpo, che mira a restituire femminilità e sicurezza, rispettando la naturale morfologia di ciascuna paziente.

L’intervento è indicato per chi desidera un seno più pieno e definito dopo gravidanze, dimagrimenti o per una conformazione congenita poco sviluppata. Durante la valutazione pre-operatoria, vengono analizzati fattori fondamentali come lo spessore dei tessuti, la posizione e la forma delle areole, la simmetria tra i due seni, la qualità della pelle e l’elasticità cutanea.

Ogni caso è unico, e la scelta della tecnica avviene dopo un confronto approfondito con la paziente, in modo da creare un risultato armonioso, naturale e personalizzato.

Scelta dell’impianto e del piano di posizionamento

La selezione della protesi mammaria rappresenta un momento centrale della pianificazione. Le protesi moderne sono realizzate con gel di silicone ad alta coesività, che mantiene la forma e la morbidezza nel tempo. Possono avere una forma tonda, ideale per valorizzare il décolleté, oppure anatomica (a goccia), più adatta per un effetto naturale e delicato.

Anche la superficie varia in base al caso: liscia o microtesturizzata, con differenze che riguardano la risposta tissutale e il grado di aderenza.

Il piano di posizionamento dell’impianto dipende dalla struttura anatomica e dagli obiettivi estetici:

Sottoghiandolare

quando i tessuti offrono una buona copertura naturale;

Sottomuscolare

utile in pazienti con poco tessuto e per un effetto più graduale;

Dual plane

una tecnica intermedia che combina i vantaggi dei due approcci, garantendo sostegno, naturalezza e minore visibilità dei bordi protesici.

In alternativa o in abbinamento alle protesi, si può optare per il lipofilling del seno, che utilizza il grasso autologo della paziente, opportunamente prelevato e purificato, per rifinire i contorni o ottenere un aumento moderato in modo completamente naturale.

Incisione e tecnica chirurgica

L’intervento si esegue in anestesia generale e dura circa 60-90 minuti. L’incisione più frequente è quella nel solco sottomammario, discreta e facilmente occultabile; in alcuni casi si può optare per un approccio periareolare, utile quando si desidera correggere lievi asimmetrie o modificare la posizione dell’areola.

Attraverso l’incisione, il chirurgo crea con precisione una tasca chirurgica in cui viene inserita la protesi, rispettando l’anatomia naturale del seno e la corretta proiezione del polo inferiore, elemento chiave per un risultato armonico.

Durante l’intervento vengono sempre adottati rigorosi protocolli di sicurezza, tra cui profilassi antibiotica, irrigazioni antisettiche della tasca e tecniche atraumatiche che riducono il rischio di complicanze e migliorano la durata dell’impianto.

Recupero, rischi e follow-up

Al termine dell’intervento si indossa un reggiseno contenitivo specifico, che deve essere mantenuto per 4-6 settimane per sostenere correttamente i tessuti e favorire una guarigione ottimale. La ripresa delle normali attività avviene in pochi giorni, mentre per attività fisiche intense è preferibile attendere circa un mese.

Nei primi tempi è normale avvertire una sensazione di tensione o gonfiore, che scompare progressivamente. Le cicatrici, inizialmente più evidenti, tendono a schiarirsi nel giro di pochi mesi, fino a diventare sottili e quasi invisibili.

Tra i rischi, seppur rari, rientrano sieroma, infezione o contrattura capsulare, una reazione del corpo che può indurire la capsula naturale intorno all’impianto. Tuttavia, le moderne tecniche chirurgiche e le precauzioni intraoperatorie hanno reso questa eventualità molto poco frequente.

Il follow-up periodico è parte integrante del percorso: dopo la mastoplastica additiva si consiglia un controllo regolare tramite ecografia o risonanza magnetica, utile per monitorare l’integrità delle protesi e la salute del tessuto mammario nel tempo.

Domande frequenti dei pazienti

Si può allattare dopo una mastoplastica additiva?
Nella maggior parte dei casi sì. Le tecniche moderne preservano i dotti galattofori e non interferiscono con la funzione della ghiandola mammaria, ma la possibilità dipende anche dal tipo di incisione e dal piano scelto per l’impianto.

Le protesi durano per sempre?
Non esiste una vera e propria “scadenza” delle protesi. Tuttavia, è importante controllarle periodicamente per verificare lo stato dei materiali e l’integrità della capsula. Se non emergono alterazioni, non è necessario sostituirle.

Il risultato sarà naturale?
Sì, se l’intervento è pianificato con attenzione. La scelta corretta del volume, del profilo della protesi e del piano di inserimento consente di ottenere un effetto naturale, proporzionato e in armonia con la figura.

La mastoplastica additiva è un intervento che unisce tecnica, sicurezza e sensibilità estetica. Grazie all’evoluzione delle protesi e alle tecniche moderne come il dual plane e il lipofilling autologo, è oggi possibile raggiungere un risultato naturale, stabile e in piena armonia con il corpo. Un seno proporzionato non solo migliora l’aspetto, ma contribuisce profondamente al benessere e alla fiducia in sé stesse.

Il dottor Costantino visita i suoi pazienti a Trieste e Londra

Day Surgery Zudecche

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Holloway Surgical Center

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